Le zampanelle sono uno dei “cibi da sagra” per eccellenza: scopriamo la ricetta tradizionale di questo alimento.

Le zampanelle sono diffuse sia nelle nostre zone (e quindi provincia “montana” di Bologna) che “di là dall’acqua”, cioè nella zona del modenese.
La paternità della ricetta è molto discussa, così come il nome stesso della pietanza:  c’è chi le chiama zampanelle, chi borlenghi e chi, erroneamente in questo caso, ciacci (i ciacci sono a base di farina di castagne).
Qui ci limiteremo a parlare della zampanella in persona, com’è oggi e com’era ieri qui al Corno alle Scale.

Ad ogni sagra che si rispetti non possono mancare i cibi conviviali e da passeggio, possiamo chiamarli street food d’altri tempi: fugacine, ciacci e anche zampanelle.
Per queste ultime è necessario disporre dell’impasto, una grossa padella piatta e un grosso “fogone” su cui poggiarla per cuocere la pietanza. Si ottiene così una specie di crepe molto sottile e croccante, condita il più delle volte con il pesto (anche se ormai impazzano anche quelle dolci alla nutella!).

Il pesto è un condimento a base di lardo, aglio, rosmarino, sale e pepe, impastati insieme fino a ottenere un composto spalmabile che sta benissimo anche con le fugacine.

Qui di seguito riportiamo l’antica ricetta delle nostre zone, descrivendo anche il procedimento di preparazione.
Come ogni cibo “povero” anche le zampanelle hanno bisogno di pochissimi ingredienti per essere preparate: farina bianca, acqua, sale e olio.
Gli ingredienti vanno impastati fino a ottenere un composto morbido. Nel frattempo bisogna scaldare le teglie (di sasso o terracotta) e, una volta ben calde, impilarle una sull’altra.
A questo punto se ne prende una e ci si mettono sopra due cucchiai di impasto e si copre con un’altra. Si procede in questo modo finchè l’impasto non finisce (si sarà formata una nuova pila “a strati”). Dopo circa 10 minuti le zampanelle saranno cotte.
A questo punto bisogna far bollire una pentola d’acqua con l’aggiunta di un po’ di sale e olio. Immergete le zampanelle nell’acqua e poi scolatele: a questo punto sono pronte per essere mangiate col condimento che preferite (affettati, pesto, formaggi).

Il procedimento è piuttosto simile a quello delle fugacine e abbastanza diverso da quello moderno…ma questo non impedisce alle zampanelle di essere ancora oggi una delle pietanze di punta per feste e sagre.