Le fugacine: il simbolo della tradizione montanara.

Le fugacine, ormai comunemente chiamate “tigelle”, sono probabilmente il prodotto più iconico della tradizione e cultura montanara.

Si tratta di focaccine tonde, oggi cotte in stampi appositi che si possono appoggiare direttamente ai fornelli. Una volta invece veniva cotte usando le tigelle, cioè dei sassi tondi piatti che venivano scaldati nel fuoco. Una volta caldi si formava una pila dove si alternavano tigelle, foglie bagnate di castagno, impasto, altre foglie e così via. Il calore cuoceva le fugacine che una volta cotte venivano consumate con formaggi e affettati.
Sono perfette anche come accompagnamento per spezzatini e umidi di cacciagione: decisamente il modo migliore di fare la scarpetta!
Sicuramente si tratta di uno dei cibi più conviviali che possiate sperimentare, perfetto per pranzi della domenica e cene tra amici.

Sulle tigelle (e ancora oggi sugli stampi moderni) è disegnato un fiore stilizzato che con la cottura si imprime sulle fugacine. Si tratta di un antichissimo simbolo solare che rende sacro il cibo su cui viene impresso e anche qualunque manufatto su cui compaia.

Ecco la ricetta tradizionale delle fugacine:

1kg farina bianca
un pizzico di sale
aqcua q.b.
un pizzico di bicarbonato

Impastare la farina con acqua, un pizzico di sale e un pizzico di bicarbonato fino a ottenere un impasto omogeneo. Successivamente formare delle palline e cuocerle col metodo delle tigelle. Dopo circa 15 minuti saranno pronte.

Questa è la vera ricetta tradizionale, una variante più moderna (e più facilmente attuabile) prevede l’aggiunta di un cartoccino di panna da cucina all’impasto e di un cubetto di lievito di birra al posto del bicarbonato. Una volta impastato il composto deve lievitare circa 2- 3 ore. A questo punto si possono fare le palline, schiacciarle e cuocerle negli stampi. Sicuramente al giorno d’oggi la ricetta più diffusa è quest’utima.