Chiesina – Farnè (mt. 709)
L’abitato di Farné si segnala per la conservazione dei tratti architettonici tipici di una zona in cui la pietra costituisce il materiale dominante: i tetti in lastre di arenaria, i comignoli rotondi (nella foto 1) sormontati da una pietra conica in alcuni casi con lavorazioni e le figure in pietra presenti su alcune abitazioni dette “Mummie” (nella foto 3), rappresentano una sorta di catalogo della storia edilizia dell’Appennino tutta da scoprire.
Le Mummie sono così definite con un termine piuttosto moderno, non essendo noto quello antico. Si tratta di maschere o facce in pietra scolpite sulle facciate delle case, con valenza beneaugurante. La densità delle mummie in questa zona, che confina con il territorio modenere in cui anticamente si trovavano i Liguri Friniati poi assimilati ai Celti e che è molto ricco di questi volti in pietra, fa pensare ad un’influenza diretta di questa tradizione, che recenti studi fanno risalire appunto ad epoca celtica.

Poggiolforato è un luogo antichissimo in cui sopravvivono molti elementi comprovanti l’origine celto-ligure dei Belvederiani, soprattutto della Valle del Dardagna. Il nome stesso del fiume è antico e risale ad una radice indoeuropea databile oltre 15 mila anni fa, col significato di “acqua roboante”,

A poca distanza, in località Chiesina, merita una visita la chiesa dedicata alla Madonna del Carmine (nella foto 2), costruita nel 1662, il cui campanile è arricchito da diversi volti in pietra.

Abbarbicato alle pendici del monte Riva c’è il nucleo di Ca’ dei Lanzi, probabile sede doganale posta lungo il confine con il ducato di Modena ed ora abbandonato.

Nelle vicinanze da visitare il borgo di Ca’ Julio, con i resti di un’antica casa-torre.

A Farné, in località Molino del Tosco, si trova il Laghetto del Dardagna, laghetto di pesca sportiva.