Il riccio è un piccolo mammifero notturno e decisamente schivo, caratterizzato dai numerosi aculei che ha sulla schiena.

E’ un animaletto solitario, vive in tane nei boschi ed esce solo di notte per procuparsi il cibo. Il riccio si nutre principalmente di insetti e piccoli mammiferi, ma in caso di necessità mangia anche bacche, frutta o addirittura foglie.
Questo animale è lungo in media tra i 20 e i 30 cm, presenta un piccolo cranio che si allunga in un muso sottile. L’olfatto è il senso più importante per il riccio, che non dispone di una vista acuta.

Gli aculei sono utili per ammortizzare i danni dovuti a urti o cadute, oltre a svolgere una chiara funzione difensiva nei confronti dei predatori. Se minacciato il riccio si appallottola, diventando pressochè impenetrabile a graffi e morsi (non teme nemmeno il veleno delle vipere, che con i denti non riescono a raggiumgerlo per mordere).

In inverno il riccio va in letargo, per poi risvegliarsi in primavera, verso aprile.

Le cucciolate possono essere composte da un solo piccolo fino a un massimo di quindici: i piccoli ricci nascono già con gli aculei, ma il primo mantello è ricoperto da una membrana e più morbido dei successivi, affinchè la madre non riporti danni durante il parto.