Le attività più diffuse tra gli artigiani erano la falegnameria e la lavorazione delle pietre. Non mancavano comunque sarti e conciatori.

 

Nel Medioevo erano quindi diffusi mestieri come il seggiolaio, il bottaio, il calzolaio, lo scalpellino, che venivano spesso praticati presso l’abitazione di chi commissionava il lavoro.

 

Durante il XIX secolo cominciò invece l’espansione della lavorazione del ferro, resa possibile dalla costruzione di vie di trasporto che consentirono di ubicare le ferriere (dette “magone”) nelle zone montane, dove abbondavano due elementi essenziali per farle funzionare: corsi d’acqua perenni e carbone facilmente reperibile. Questi opifici, qui situati nelle frazioni di Porchia e Panigale, vennero quasi totalmente abbandonati nel secolo successivo, in seguito alle grandi trasformazioni dei sistemi industriali.

 

Per conoscere in maniera più approfondita questa storia è possibile visitare il museo etnografico “G. Carpani” di Poggiolforato.