La linea Gotica (Gotenstellung) fu la linea fortificata difensiva istituita dal feldmaresciallo Albert Kesselring nel 1944 nel tentativo di rallentare l’avanzata dell’esercito alleato verso l’Italia Settentrionale. La linea difensiva si estendeva per 320 chilometri e di fatto tagliava in due l’Italia dalla provincia di Massa Carrara fino alla costa Adriatica, seguendo il tracciato che dai  rilievi delle Alpi Apuane proseguiva verso est lungo la Garfagnana, sui monti dell’Appennino Tosco-Emiliano e Forlivese per finire poi sul versante adriatico negli approntamenti difensivi tra Rimni e Pesaro.

Per la sua costruzione i nazisti reclutarono soldati e prigionieri italiani (circa 50.000 operai) e 2.000 soldati di una brigata slovacca che finirono a lavorare per la TODT, il tutto sotto il controllo diretto di 18.000 genieri germanici. I lavori di fortificazione della Linea Gotica furono interrotti nell’agosto del 1944, quando gli americani sferrarono il primo attacco. In soli dieci mesi però erano stati realizzati 3604 trincee, 2375 nidi di mitragliatrici, 479 posti cannone, 16.000 postazioni di tiratori scelti,in più erano state posizionate l’impressionante numero di 95.689 mine antiuomo. I chilometri di fossato erano quasi 900 e quelli di filo spinato ben 117.

Oltre a questo la robustezza e la difficoltà determinata della Linea Gotica era legata alla morfologia del territorio, soprattutto quello del nostro Appennino, che rappresentava una barriera naturale difficile da superare.

I lunghi mesi di guerra sull’Appennino hanno lasciato sul territorio molte tracce: postazioni, trincee e rifugi usati dai tedeschi sono oggi diventati parte di un percorso attrezzato che, nel territorio dell’Unione dell’ Alto Reno, nel cuore dell’Appennino Tosco – Emiliano, lasciano immaginare le condizioni in cui le truppe vissero gli ultimi mesi di guerra. Il territorio è ricco di testimonianze della guerra, in ogni località, che permetto di capire ancora oggi gli avvenimenti locali.

Il progetto di valorizzazione della Linea Gotica, realizzato dal Comune di Lizzano in Belvedere prevede la creazione di un vero e proprio sistema turistico-culturale che, oltre ai singoli percorsi ed alle emergenze già esistenti, consenta ai visitatori di percorrere anche un tratto della Linea Gotica, da Lizzano in Belvedere fino a Marzabotto, della lunghezza complessiva di 80 chilometri, che tocca tutti i punti dei principali avvenimenti bellici accaduti fra l’autunno del 1944 e la primavera del 1945 in questa parte dell’Appennino.

Un percorso suggestivo per seguire la memoria grazie a un filo che si snoda attraverso sentieri che permettono all’occhio di spaziare libero tra la valle aspra e incontaminata del Dardagna a quelle dolci del Belvedere e del Setta, in un ambiente di bellezza capace di rendere forte l’eco della storia vissuta dalle denti dell’Appennino fra l’autunno del 1944 e la primavera del 1945.

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