Località

Lizzano in Belvedere (mt.604)
La moderna Chiesa accanto all'antico Delùbro

A testimonianza dell’antica storia di Lizzano in Belvedere, già citato fin dal 553 d.C., è possibile ammirare il delùbro, probabilmente l’edificio più antico della Provincia di Bologna. Si tratta di un tempietto costruito durante il dominio bizantino, tra il VII e l’VIII secolo, che ricorda le note rotonde  Ravennati.  Fu in seguito ad una donazione longobarda che, nei secoli successivi e con altre vicende, il territorio di Lizzano si legò e venne governato dall’abbazia benedettina di Nonantola. Attorno al XII secolo Lizzano passò sotto l’influenza del Comune di Bologna che, a difesa dei propri confini, lo fortificò con la costruzione di un castello sulla vetta del monte Belvedere. Accanto al delùbro sorgeva l’antica pieve dedicata a San Mamante, a forma di capanna su pianta rettangolare, della quale non rimane traccia: a causa del suo pessimo stato di conservazione l’edificio, infatti, è stato completamente ricostruito nel 1931. Ciò che resta da vedere nell’abitato di Lizzano è moderno, ma non per questo non va apprezzato: le vie, le piazze, le case, gli edifici pubblici e i servizi sono la più evidente prova di una vita sociale ricca, che rende migliore la permanenza del visitatore.
A poca distanza dal capoluogo troviamo, invece, l’antico borgo di Sasso con l’oratorio dedicato a Santa Annunziata. (Nella foto: la moderna chiesa accanto all’antico Delùbro)

Poggiolforato (mt.863)
Il Mulino del Capo

Il suo nome significa “monte forato” e si riferisce al canale che il Senato Bolognese vi fece costruire, presumibilmente nel 1333, per trasportare il legname da costruzione direttamente a Bologna.  Il progetto sembra non aver avuto gran successo, ma il borgo che ne ha avuto il nome resta pregevole e ben conservato nella sua struttura originale.  I tetti in lastre di arenaria, le sculture che ingentiliscono le costruzioni, i comignoli tondi, spesso sormontati da figure tipiche dell’alta valle del Dardagna,  rappresentano una preziosa testimonianza dell’architettura appenninica.  Sempre a Poggiolferrato si trova anche il Museo Etnografico “Giovanni Carpani”  dedicato alla  Cultura Montanara, con 3000 oggetti esposti.
(Nella foto il mulino detto “del Capo”. Si nota il comignolo tondo sormontato da una “mummia”)
 
 

Madonna dell’Acero (mt.1200)
Il santuario di Madonna dell'Acero

E’ un antico santuario (Foto 1), costruito nel 1500 sul luogo in cui, secondo una leggenda, la Madonna apparve a due pastorelli salvandoli da una bufera di neve e ridonando, ad uno di loro, l’uso della parola. Il culto, al quale inizialmente era dedicata un’immagine posta sull’acero che aveva ospitato l’apparizione, è poi continuato nel tempio, eretto successivamente. Ancora oggi, il 5 agosto, tantissimi fedeli partecipano alla festa che ricorda quell’evento miracoloso.

 
All’interno sono conservati  tantissimi ex-voto, che la riconoscenza popolare ha lasciato alla chiesa, fra i quali  di  pregevole fattura il gruppo di statue lignee dette  “Brunori” (Foto 2), fatto costruire dalla famiglia di Brunetto Brunori, per essere miracolosamente scampato alla morte, in occasione della battaglia di Gavinana del 3 agosto 1530.

Monteacuto delle Alpi (mt.915)
La chiesa di Monteacuto delle Alpi, dedicata a San Nicolò

Il paese d’origine medioevale ed ancora oggi perfettamente conservato, sorge arroccato su di un minuscolo cucuzzolo a strapiombo sopra la valle del Silla.  Qui sorgeva un castello strategicamente così importante che, nel 1298, i rappresentanti di Bologna e Pistoia che firmarono la pace, pretesero in calce anche la firma del rappresentante di Monteacuto.  E’ sicuramente  il paese più suggestivo e caratteristico della zona: stupendamente conservato, offre al visitatore il doppio piacere di un viaggio all’indietro nel tempo  e di un tuffo nel panorama stupendo che si gode dalle sue mura.
Nella parte alta del paese,  raggiungibile solo a piedi, è situata la chiesa di San Nicolò (nella foto), databile attorno al XVII secolo. Al suo interno una pala di Pietro Faccini, allievo dei Carracci, rappresentante “il Padre Eterno con i Santi Nicolò, Lorenzo, Giacomo e Rocco”.

Gabba (mt.712)
Panorama sul comune di Lizzano in Belvedere. In primo piano i resti dell'antica chiesa di Grecchia dedicata a San Lorenzo

Il  piccolo borgo di Gabba fu sede di una fortezza ghibellina e vi è conservata una bellissima chiesa di modello romanico ad una sola navata.  All’interno sono da ammirare gli affreschi trecenteschi ed una preziosa vetratina di stile rinascimentale, dipinta a fuoco. 
A poca distanza, nella località Grecchia, si trovano i resti della chiesa dedicata a S.Lorenzo, anch’essa di stile romanico e probabilmente edificata nello stesso periodo di quella di Gabba,  della quale sono conservati solo alcuni resti  a causa il cedimento del terreno circostante. Dalla chiesa di Grecchia si ammira un panorama mozzafiato sull’intero comprensorio (nella foto).

Vidiciatico (mt.810)
L'abside della vecchia chiesa e l'adiacente campanile

Posto più in alto, lungo la strada che da Lizzano conduce al Corno alle Scale, Vidiciatico è un attrezzato centro per il turismo estivo ed invernale.  Qui l’abside della vecchia chiesa e l’adiacente campanile (nella foto) formano un angolo caratteristico, che rende inconfondibile la piazzetta del paese. Dell’antica chiesa, costruita nel 1393, resta solo l’abside, nella cui parte posteriore è da ammirare una bifora romanica con incisa la data di costruzione dell’edificio. All’interno dell’attuale edificio di culto, sostituitosi alla vecchia chiesa, si trova una pala di Antonio Crespi raffigurante “Gesù che consegna le chiavi a S. Pietro” e un quadro del “Sacro Cuore” del Cittadini.  Poco distante troviamo invece il bell’oratorio di S. Rocco, di forma a capanna, con accanto un campanile a vela e portico con colonne in sasso. L’oratorio venne costruito nel 1631 dagli abitanti del posto in segno di riconoscenza per la fine della peste. Ovviamente il paese è molto cambiato, unici frammenti del passato sono i  tipici “voltoni” di Casa Gherardi che restano a testimoniare com’era un tempo l’antico borgo e l’aspetto urbanistico rintracciabile nella parte antica del Paese. Il tutto è completato da un’urbanistica piacevole e ben organizzata, dotata di tutti i servizi necessari, con  alberghi, bar, ristoranti e numerose seconde case disponibili per l’affitto.

La Cà (mt.920)

Lungo la strada che porta a Madonna dell’Acero, a 3 chilometri da Vidiciatico, si trova il borgo di La Ca’ attorno al quale si è formato recentemente un nuovo agglomerato turistico, accanto all’antico centro storico dove troviamo il caratteristico oratorio dedicato a Sant’Antonio. Nei pressi di La Ca’ sorgono numerose borgate, come Casa Gabrielli, le Frascare, il Torlaino, Cà Tonielli, Cà Mattiozzi, Le Borelle e Cà Corrieri, che offrono un piacevole soggiorno, raccolte attorno a piccole piazzette e ad anguste viuzze, in cui è possibile riscoprire la vita di un tempo.
(Nella foto una “maestà”, cippo votivo generalmente dedicato alla Madonna)

Pianaccio (mt.915)
Pianaccio

Incastonato in una gola, nell’alta valle del Silla, Pianaccio ospita la sede del parco regionale del Corno alle Scale. Oltre che come luogo ideale per le escursioni, Pianaccio si segnala per la sua chiesa che trae le origini da un piccolo oratorio eretto nel 1736. L’architettura dell’intero borgo è ancora perfettamente conservata nei suoi caratteri tipici, che avevano nella pietra l’elemento dominante.  Percorrere oggi le sue viuzze e fermarsi ad ammirare le case ricoperte di pietra (piagne), è come ritornare per un attimo indietro nel tempo.
(Nella foto: panorama verso il monte Corno alle Scale. Il gruppo di case in secondo piano è Pianaccio)

Rocca Corneta (mt.613)
Panorama invernale di Rocca Corneta. Sullo sfondo i monti della Riva e il monte Spigolino

Più che un paese, in senso letterale, Rocca Cometa è un insieme di luoghi. Tra questi la bella chiesa parrocchiale, dedicata a S. Martino di Tours (a sinistra nella foto), fabbricata prima del XVI secolo e restaurata nel dopoguerra e, accanto, su di una cresta montuosa, la maestosa torre del XIV secolo (a destra nella foto), a testimonianza dell’importanza che il luogo ebbe nel medioevo, posto com’era lungo la strada di collegamento con la Toscana. E poi Camposalice, Prà della Villa ed i Fiocchi: borghetti suggestivi, oratori e torri seicentesche, tutti da vedere.

Chiesina – Farnè (mt.709)
La chiesa dedicata alla Madonna del Carmine

Se l’abitato si segnala per la conservazione dei tratti architettonici tipici di una zona in cui la pietra costituisce il materiale dominante, a poca distanza, merita una visita la chiesa dedicata alla Madonna del Carmine (nella foto), costruita nel 1662, il cui campanile è arricchito da diverse figure scolpite.
Abbarbicato alle pendici del monte Riva c’è il nucleo di Cà dei Lanzi, che fu probabilmente sede doganale al confine col ducato di Modena e che ora è abbandonato. 
Nelle vicinanze, merita una visita il borgo di Cà Julio, con i resti di un’antica casa-torre.

Querciola (mt.823)
E’ una località di recente insediamento e si estende attorno alla piccola chiesetta eretta in onore della Beata Vergine di S. Luca (nella foto). La sua edificazione è legata al miracolo dei “fiori secchi” che, posti su di una quercia durante il mese di gennaio, si racconta,  fiorissero miracolosamente. Un centro moderno e vitale, in pieno sviluppo, che sorge ai piedi del Monte Belvedere sulla cui sommità è possibile ammirare i resti del castello eretto nel  1297, dal comune di  Bologna, a difesa dei suoi confini. Qui, su questo monte, fu combattuta nella primavera del 1945 una delle battaglie più dure per la conquista della Linea Gotica, che aveva proprio nel Monte Belvedere uno dei suoi capisaldi più temibili.