Artigianato

Fin da tempi antichi nei territori di montagna, abbastanza poveri e isolati, si è sentita la necessità di produrre in loco tutti gli oggetti necessari per vivere: ciò ha favorito in passato lo sviluppo di un artigianato quanto mai vario e orientato all’utilizzo dei materiali reperibili in zona, quali la legna e la pietra.
Nel Medioevo erano quindi diffusi mestieri come il seggiolaio, il bottaio, il calzolaio, lo scalpellino, che venivano spesso praticati presso l’abitazione di chi commissionava il lavoro ed in alcuni casi davano in realtà un’autentica valenza artistica all’opera, come nel caso dei “mastri comacini”, abili scultori lombardi che operarono a lungo nella nostra zona, lasciando sugli edifici caratteristici motivi decorativi e diffondendo l’arte di lavorare la pietra. (Nella foto a destra: manufatti in pietra)
 
 
Antico banco da lavoro del calzolaio
Durante il XIX secolo cominciò invece l’espansione della lavorazione del ferro, resa possibile dalla costruzione di vie di trasporto che consentirono di ubicare le ferriere, dette “magone”, nelle zone montane, dove abbondavano due elementi essenziali per farle funzionare: corsi d’acqua perenni e carbone facilmente reperibile. 
Questi opifici, qui situati nelle frazioni di Porchia e Panigale, vennero quasi totalmente abbandonati nel secolo successivo, in seguito alle grandi trasformazioni dei sistemi industriali, ma l’appellativo di “magoni”, dato a chi vi lavorava, è rimasto a designare gli abitanti di Lizzano fino ad oggi. 
Per conoscere in maniera più approfondita questa storia è possibile visitare il museo Etnografico “G.Carpani”, di Poggiolforato (Tel. 053451761).
(Nella foto a destra: antico banco da lavoro del calzolaio)
 
 
 
 
 
 
 
Antica pialla denominata "cavretta"

Attualmente nel nostro territorio si sono sviluppate nuove occupazioni, come le cooperative che trasformano e commercializzano i prodotti della montagna nel rispetto dell’ambiente; mentre la principale fonte di lavoro è rappresentata dal turismo, favorito dalla presenza della nota stazione sciistica del “Corno alle Scale” e dalle buone opportunità escursionistiche offerte dall’omonimo Parco Regionale.
(Nella foto a destra: antica pialla denominata “cavretta”)