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Flora e vegetazione
  • Le caratteristiche ambientali: la flora e la vegetazione.
    prateria d'alta quota

    La successione di praterie d'alta quota, boschi, zone coltivate, e il reticolo di impluvi e spartiacque determinano la presenza di ambienti tra loro molto diversi che favoriscono una notevole ricchezza floristica, con numerose specie appenniniche rare, di cui alcune, caratteristiche dei rilievi alpini, raggiungono nel Parco il loro limite meridionale di distribuzione. Ne sono un esempio i bassi arbusti sempreverdi di erica baccifera e le splendide fioriture di genziana purpurea. Per quanto riguarda la vegetazione, se ne possono individuare tre distinte fasce: la fascia collinare dei querceti misti a foglia caduca, che non sale oltre gli 800 - 900 m di quota, la fascia montana dei boschi di faggio, che qui raggiunge i 1600 - 1700 m circa, la fascia subalpina delle brughiere e delle praterie d'alta quota, localizzata sulle cime più elevate.

    (Nelle foto a sinistra: prateria d'alta quota)

     
  • Gli spettacolari colori d'autunno.
    bosco misto naturale

    I boschi misti naturali (foto a destra) sono costituiti dall'associazione di Querce (Quercus sp.), Carpini neri (Ostrya carpinifolia), Aceri (Acer sp.), Ornielli (Fraxinus ornus) e Ciliegi (Prunus avium). Tali boschi, in passato molto diffusi, hanno subito una notevole riduzione dovuta alla diffusione della coltura del Castagno; tuttavia l'attuale tendenza ad abbandonare i Castagneti da frutto, stà determinando una loro lenta ma progressiva ripresa.

     
  • I versanti si vestono di eleganti faggi.
    bosco di faggio


    Alle quote inferiori il faggio inizia a svilupparsi solo limitatamente ai versanti più freschi e umidi, ma ben presto si afferma con tutta la sua eleganza divenendo la specie arborea più diffusa. Spingendosi fino ai 1600-1700 m d'altitudine segna così il limite superiore della vegetazione arborea. Alle faggete (foto a sinistra) che si sviluppano alle differenti quote si associa un sottobosco caratterizzato da differenti e numerose specie erbacee.

     
  • Rimboschimenti.
    bosco di abeti

    Gli interventi di forestazione, effettuati con specie pioniere come Pino nero (Pinus nigra) e Pino silvestre (Pinus silvestris) e con vari tipi di Abeti, hanno interessato molte aree del Parco. Il loro scopo iniziale era la stabilizzazione dei versanti, in seguito sono stati usati per la produzione di legname pregiato.
    Questi boschi hanno una fisionomia che riflette il carattere artificiale delle formazioni: gli alberi, disposti in gruppi di individui della medesima età e specie, nel tempo danno vita a dense fustaie sempreverdi che lasciano filtrare una debole luce al suolo; questo limita notevolmente lo sviluppo delle specie del sottobosco (foto a destra).

     
  • Prateria d'alta quota.
    Giglio martagone

    Il termine della vegetazione arborea lascia spazio alla prateria di alta quota presente, sui versanti più inclinati e rocciosi, anche con formazioni primarie del tutto naturali e pioniere. Qui i cespi isolati di graminacee sono affiancati dal Ginepro nano (Juniperus nana) e dalla Ginestra raggiata (Genista radiata); in queste praterie rocciose fioriscono numerose specie di elevato interesse fra cui il Giglio martagone (Lilium martagon) (foto a sinistra).

     
  • Dolci frutti viola.
    mirtillo nero

    La brughiera a mirtillo rappresenta la vegetazione naturale più stabile e complessa presente nella fascia boreale del Parco. Nota anche come vaccinieto, perché dominata dai bassi arbusti di Mirtillo nero (Vaccinium myrtillus) (foto a destra) e Falso mirtillo (Vaccinium gaultherioides), questa formazione ricopre con una densa coltre vaste aree, localizzate soprattutto nel settore occidentale, che i locali chiamano "baggioledi" (dal nome delle saporite bacche di mirtillo nero, le "baggiole").
    Di recente il Parco ha promosso uno studio a carattere ecologico sui vaccinieti teso a verificare le tendenze dinamiche delle due specie che costituiscono tali formazioni.

     
  • Fioriture fragili e spettacolari.
    Astro alpino

    In corrispondenza dei versanti più rocciosi, come quelli del Corno, dei Balzi dell'Ora e del Monte La Nuda, la prateria si frammenta e va a occupare piccole sporgenze, le cenge, in cui si insediano alcune specie caratteristiche per le vistose fioriture.
    Questi, sono ambienti inospitali e difficili da colonizzare, dove le condizioni di vita sono molto severe a causa della notevole aridità, della forte escursione termica giornaliera, dell'intensa insolazione e della costante esposizione ai venti e al gelo. Frequenti in questo ambiente sono la Sassifraga paniculata (Sassifraga paniculata) e diverse specie di crassulente (Sempervivum sp.) (nella foto a sinistra Astro alpino -aster alpinus).

     
    Anemone a fiori di narciso

    Agli inizi dell'estate l'Anemone a fiori di narciso (Anemone narcissiflora) (foto a destra) mostra il suo bel mazzetto di fiori bianchi riuniti in ombrella, ai quali si affiancano più avanti quelli blu intenso dell'Aquilegia maggiore (Aquilegia alpina).
    Altri tesori botanici custoditi sulle rupi dei Balzi dell'Ora e del Corno alle Scale: sono la Primula Orecchia d'orso (Primula auricola) che qui trova l'unica stazione regionale e il Geranio argenteo (Geranium argenteum), specie di origine terziaria, oggi presente ai margini delle Alpi orientali e sull'Appennino tosco-emiliano.

     
Contatti
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