

Questi ambienti così vari e diversificati, unitamente ad altri fattori quali la maturità e complessità degli ecosistemi forestali e il contenuto impatto antropico, consentono la presenza di una fauna varia e interessante.
Le estese superfici boscate del Parco, ricche di radure erbose e corsi d'acqua, offrono buone disponibilità alimentari e rifugio per molti mammiferi tipici degli ambienti forestali. Si tratta quasi sempre di animali molto elusivi e di abitudini crepuscolari o notturne, e quindi di non facile avvistamento, che però lasciano nel territorio vari segni della loro presenza.
(Nella foto a sinistra: il torrente Dardagna)

Il Capriolo è un ungulato di piccole dimensioni, con mantello rossiccio in estate e dai toni grigiastri durante l'inverno, con un'evidente macchia chiara posteriore (foto a destra). Si ciba soprattutto di erbe tenere, gemme e rametti giovani e abita in prevalenza boschi di ridotte dimensioni.

Tra le arvicole è quella che presenta un più spiccato adattamento agli habitat forestali.
E' un piccolo roditore dalla pelliccia tipicamente rossiccia (foto a sinistra) capace non solo di scavare gallerie sotterranee, ma anche di arrampicarsi su arbusti o alberelli in cerca di gemme, foglie, semi, frutti o invertebrati di cui nutrirsi.
Costruisce il nido tra le radici degli alberi o sotto tronchi caduti.

Lo scoiattolo (foto a destra) prepara un nido tondeggiante con rametti e paglia, tappezzandolo di muschio all'interno. E' attivo durante il giorno ed è tra i pochi mammiferi del bosco a non compiere un vero e proprio letargo.
All'epoca della riproduzione, le coppie di gufo comune spesso occupano il vecchio nido di una cornacchia; una volta deposte le uova, la femmina si occupa della cova per circa un mese, mentre soprattutto il maschio si incarica di reperire il cibo.

Negli ambienti di crinale abita una fauna caratteristica delle zone aperte e dei climi freddi, alla quale possono aggiungersi specie che risalgono dalle quote inferiori nei periodi stagionali favorevoli. Tra gli animali più rappresentativi figurano mammiferi come l'arvicola delle nevi e la marmotta, e diversi uccelli come il sordone, il fanello e l'aquila. Un anfibio che si spinge abitualmente oltre il limite degli alberi è la rana temporaria. (Nella foto a destra: panorama dal monte Corno alle Scale sul monte La Nuda)

La Marmotta (foto a sinistra) è presente nel Parco Regionale Corno alle Scale con alcune colonie originatesi per espansione a partire dal nucleo fondato sul Monte Cimone nell'Alto Modenese. Vive in nuclei familiari i cui componenti sono tempestivamente avvisati, in caso di pericolo, dalla sentinella di turno, che emette acutissimi e caratteristici fischi. Proverbiale è il suo lungo letargo dai primi mesi autunnali fino all'inizio di aprile.

Le ornamentali corna spiralate dei maschi, li rendono inconfondibili e per niente impacciati nelle prodigiose scalate sulle praterie rocciose (foto a destra). Da sempre abitante delle montagne di Corsica e Sardegna, deve la sua attuale presenza, anche in questo tratto di Appennino, a immissioni compiute in territorio pistoiese nel dopoguerra.

La Rana temporaria o rana rossa di montagna (foto a sinistra), è la più grossa tra le quattro rane rosse italiane, potendo raggiungere la lunghezza massima di 10 cm.
Per il suo riconoscimento è utile osservare la presenza della caratteristica macchia temporale scura, posta dietro l'occhio e la barratura degli arti posteriori. In primavera, spesso ancora in presenza di ghiaccio e neve, si spinge nelle acque di pozze, torbiere e laghetti per accoppiarsi e deporre le sue ovature.
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